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ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.

 


IL POPOLO DEGLI GNOMI

Quando noi umani pensiamo agli gnomi inevitabilmente ci viene in mente l’immagine di un piccolo uomo vestito un po’ all’antica con una lunga barba ed un cappello rosso in testa. Questo stereotipo non è del tutto erroneo, ma sicuramente non rende giustizia alle diverse peculiarità che caratterizzano le razze gnomiche. D’altro canto Bogy ci ha informato che lui ed i suoi amici non se la prendono affatto per questa generalizzazione: meno si ficca il naso nei loro affari meglio è.
Ma se vogliamo studiare seriamente questo affascinante popolo, la cosa migliore da fare è andare a fondo per capire le differenze che li contraddistinguono.
Prima di iniziare però, è meglio far luce su alcune caratteristiche di base.
Gli gnomi si distinguono in due sessi, quello maschile e quello femminile. Uno gnomo maschio, senza problemi di salute, arriva a vivere, mediamente, fino ai 900-950 anni. Le donne sono più longeve: ci sono infatti attendibili testimonianza di gnomi femmina che hanno superato i mille anni di età.
Uno gnomo maschio raggiunge la maturità intorno ai 300 anni: questo è il sospirato momento in cui la barba, cresciuta intorno agli 80 anni, gli diventa grigia. La barba è un elemento fondamentale per ogni maschio: è simbolo di maturità, affidabilità e, soprattutto, di appartenenza alla propria specie. Uno gnomo non riesce infatti a concepire se stesso senza la barba: quando questo Piccolo Popolo ha scoperto tra le usanze dell’uomo moderno quella di radersi quotidianamente la barba, si è diffuso tra i maschi un senso di indignazione, che ben presto si è trasformato in ilarità… “Ma come può essere affidabile uno che si rade?” Questa è la frase più ricorrente tra gli gnomi quando si parla degli umani maschi. Raggiunta la maturità, l’altezza media di uno gnomo è di 15-20 centimetri. Questi parametri valgono anche per le donne: solo raramente si sono verificati casi di gnomi femmina che hanno superato i maschi in altezza. Se uno gnomo si tiene in forma pesa all’incirca 400 grammi; le femmine pesano un po’ meno (250-300 grammi circa) ma con l’avanzare dell’età tendono ad ingrassare.
Per quanto riguarda il loro carattere, al pari delle fate, sono di indole benigna ma, se provocati, sanno essere vendicativi e dispettosi. Riescono a fare piccole magie, sono abitatori dei boschi e delle montagne e spesso sono posti a guardia di tesori e ricchezze.


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alle 22:13
del giorno: giovedì, 18 giugno 2009
a proposito di gnomi
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Lucciole belle, venite da me;
son principessa, son figlia di re.
Ho trecce d'oro filato fino
ho un usignolo che canta su un pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo, limpido, fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco.
Ho veste verde di vento cucita
tutta di piccoli fiori fiorita;
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno
e per il sonno dei bimbi tranquilli
la ninna nanna felice dei grilli.


 


 

 

 

 

 

 

 

 Io son la primavera..

 

 

 

 


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alle 14:27
del giorno: giovedì, 18 giugno 2009
a proposito di primavera
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GLI ELFI

Le prime civiltà ad entrare in contatto con il popolo degli elfi sono state quelle scandinave. Gli elfi sono i custodi della natura e non tollerano chi le manchi di rispetto; solitamente dimorano nelle foreste o vicino le acque. Essi sono spiriti con sembianze simili agli umani, alti e magri ma forti e velocissimi, hanno un volto candido e sereno, orecchie a punta che donano loro un udito molto sensibile, hanno anche una grande vista, infatti si dice che con lo sguardo penetrino la persona fino a conoscerne i pensieri, alcuni di loro sono dotati di telepatia.Gli elfi maschi non hanno barba, hanno capelli perlopiù biondi e occhi grandi e ovali di solito chiari che conferiscono loro uno sguardo felino. Gli elfi femmina sono invece creature luminose e bellissime.  Hanno voce splendida e chiara. Sono intelligenti ed armoniosi. A differenza degli gnomi sono sempre benevoli. Sanno forgiare spade e metalli e costruire archi in pioppo, fino alla conoscenza della magia. Si narra che i primi elfi vennero concepiti tutti dalle tenebre, mentre oggi abbiamo una distinzione tra elfi delle tenebre e elfi della luce. Sono creature immortali, tranne quando sono in guerra.


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alle 10:43
del giorno: domenica, 10 maggio 2009
a proposito di elfi
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I FOLLETTI

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I folletti sono creature del Piccolo Popolo, non è facile incontrarli, ma quando capita è davvero un'esperienza entusiasmante. Il folletto può aiutarci a risolvere se riusciamo a farcelo amico, oppure può essere molto dispettoso nel caso contrario.

I folletti sono esseri piccoli che svaniscono come se fossero fatti di fumo, non hanno ombra se visti alla luce del sole e non lasciano tracce sulla Terra quando camminano. Molte persone scambiano per fuochi sacri i folletti che vivono nelle brughiere.

Se ci fermiamo ad ascoltare il vento e sentiamo come un sussurro tra le foglie, potrebbero essere loro che ci spiano tra le foglie, quindi attenzione a non parlare mai male di loro.

E' possibile incontrare un folletto e farselo amico, ma bisogna avere con lui una gran pazienza in quanto è un essere dispettoso che si diverte molto a fare degli scherzi il più delle volte innocui ma fastidiosi. Quando i contadini che vivono in montagna si dimenticano di lasciare qualcosa da mangiare per i folletti che proteggono le mucche al pascolo , questi intrecciano le code degli animali in modo così stretto che il nodo non si può sciogliere, ma solamente tagliare.

A volte i folletti si trasferiscono anche in città per seguire qualcuno al quale vogliono bene, ma bisogna prestare loro tante attenzioni perchè non è il loro ambiente naturale e possono diventare tristi ed annoiati. Bisogna sempre procurare loro del cibo buono, biscotti, latte, miele, caramelle e qualcosa con cui giocare: palle colorate, campanellini e foglie secche. La loro specialità è nascondere le cose nelle case, ma se promettiamo loro di regalargli una bella tazza di latte con il miele le cose tornano al loro posto.

Sono delle creature dolcissime che hanno bisogno di molto affetto, guideranno benevolmente i tuoi passi se li rispetterai.

 


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alle 12:39
del giorno: sabato, 18 aprile 2009
a proposito di folletti
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LE FATE E I QUATTRO ELEMENTI

Il Popolo delle Fate è stato diviso in quattro grandi gruppi legati agli elementi naturali ai quali le Fate appartengono:

 Le fate dell'acqua sono di aspetto delicato, ma sono forse le più forti tra le fate; amano  danzare, cantare e specchiarsi in riva, oppure bagnarsi e nuotare nei fiumi, laghi o sorgenti della quale hanno scelto di esserne le protettrici. Le fate acquatiche sono quelle che conoscono i segreti dell'inconscio umano e sono capaci di entrare dentro la mente degli uomini, leggendone i pensieri. Proteggono la Vita e le persone dotate di poteri esoterici.

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Le fate di fuoco: Le pricipali fate di fuoco sono le Salamandre e le fiammelle; si tratta di fate con lunghi capelli rossi che sembrano lingue di fiamma che adorano danzare nel fuoco. Sono avvolte da lunghi veli rossi, gialli, arancio, azzurri, bianchi. Non si mostrano mai deliberatamente agli esseri umani e se gli uomini le sorprendono mentre ballano e cantano fra loro, distruggendo così la loro pace, la loro furia è spaventosa e fuggono, distruggendo tutto ciò che incontrano nella loro fuga. All’interno dei globi infuocati che ruotano nell’aria, delle fiamme che escono dal terreno,dei  fulmini nel cielo ci sono le fate del Fuoco.

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Le fate dell'aria:Tutte le Fate che che caratterizzano questo elemento posseggono le ali, il loro compito è il più svariato dal produrre la più dolce brezza al più violento uragano. Spesso loro prendono le sembianze degli uccelli, o delle farfalle. Le Fate dell'aria sono le più evolute tutte le altre, perché in esse si possono trovare i quattro elementi: Le ali, simbolo dell'aria; le gambe della terra; lo scintillio del fuoco ed infine la fluttualità simbolo dell'acqua . L'aria è una forza creativa e quindi caratterizza queste fate rendendole intellettualmente versatili. Sono molto attratte dalle persone creative e molte volte regalano a loro l'ispirazione.

Le Fate dell'aria sono le più eteree di tutte, quasi evanescenti. Esse proteggono il libero pensiero, l'intelligenza e l'individualità'. Sono fate che viaggiano molto, erranti direi, curiose e molto amichevoli. Sono le fate protettrici dei bambini e quelle che più amano aiutare le persone in difficoltà.

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Le fate della terra rappresentano spiritualmente la forza e la natura. Le fate della terra sono le più varie perché comprendono le fate dei boschi, degli alberi, dei fiori, delle rocce e delle caverne. Esse indossano abiti fatti di foglie, d’erba e di muschio, del colore del bosco e della terra .

 Se ci si addormenta in un bosco, quasi sicuramente ci aiuteranno a fare sogni premonitori. Le fate della terra difficilmente lasciano i propri territori, conducono una vita stanziale. Esse proteggono la fertilità e la famiglia.

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alle 23:24
del giorno: domenica, 02 novembre 2008
a proposito di fate
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LEGGENDE ITALIANE

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Le fate dei monti Sibillini

Si narra che nella zona di montagna compresa tra il monte Vettore ed il massiccio del monte Sibilla dimoravano le fate.

Queste affascinanti creature si muovevano tra il lago di Pilato, dove secondo la tradizione si recavano per il pediluvio, ed i paesi di Foce, Montemonaco, Montegallo,  tra il Pian Grande, il Pian Piccolo ed il Pian Perduto di Castelluccio di Norcia e Pretare, dove ancora oggi una rappresentazione detta "la discesa delle fate" custodisce e rievoca la memoria della presenza di queste creature.

Uscivano prevalentemente di notte e dovevano ritirarsi in montagna prima del sorgere delle luci dell'aurora per non essere escluse dall'appartenere al regno incantato della Sibilla.

Il Monte Vettore presenta una fascia trasversale di ghiaia che è detta la strada delle fate. La leggenda popolare narra che una volta, le fate si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di  Pretare e che per non essere sorprese all'alba, fuggirono con tanta precipitazione da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così la loro strada. Una volta all'anno, nel giorno di S. Rocco, a Pretare si fa rivivere quest'antica leggenda. Un gruppo di giovani donne, vestite da fate, raggiunge lentamente il centro del paese da una strada di campagna, e arrivate alla piazza danno inizio alle danze.

Le fate del Cardetto

Secondo una leggenda raccontata dai montanari di Catenaia di Casentino, in un punto alto della montagna detto il Cardetto, si trova una grotta nella quale si ritiene abitino le Fate. Si narra la storia d'amore di una di esse con un giovane contadino che lavorava la terra in un campo nelle vicinanze della grotta; ma per un crudele incantesimo la Fata diveniva una splendida fanciulla per soli tre giorni e per altri tre un grosso serpente. Così quando il ragazzo scavava il solco con l'aiuto dei buoi, lei vi strisciava all'interno, per restargli vicino. Accadde dopo un po' di tempo che il giovane dovette allontanarsi per qualche giorno, per cui incaricò fratello di continuare i lavori, raccomandandogli di non temere, soprattutto, non molestare l'innocuo serpente che ormai per abitudine seguiva la terra scavata dietro l'aratro. Inizialmente il fratello lasciò che il serpente lo seguisse tranquillamente, ma l'ultimo giorno il rettile si accorse che non aveva davanti a se l'innamorato bensì un'altra persona, e sdegnato alzò la testa e spalancò le fauci minacciosamente nei confronti dell'agricoltore, il quale, spaventato, reagì colpendo violentemente l'animale, che fuggì e scomparve... Quando il fratello ritornò e fu informato dell'accaduto, cercò invano disperatamente per molto tempo di far tornare l'amata fata, chiamandola e implorandola senza pace, ma lei non apparve mai più. Allora lui, con il cuore spezzato, decise di rimanerle fedele per tutta la vita, e volle infine che la morte lo cogliesse nel sonno, davanti alla grotta dove l'aveva conosciuta, per ritrovarla e amarla ancora e per sempre nel cielo delle Fate.

Le fate del lago di Subiolo

Si narra che anche il lago di Subiolo, in Valstagna, sia un luogo abitato da Fate e da altri spiriti che nottetempo si manifestano con lamenti, grida e sibili inquietanti; pare tra l'altro che lo stesso nome del lago derivi da questi strani rumori, simili al suono dello zufolo, detto in dialetto locale subio. Si narra infatti la storia di un falegname del posto, alla quale le fate del lago donarono la dote di realizzare qualsiasi manufatto con le proprie mani, ma senza che ciò gli procurasse ricchezza.

La Dama Bianca

In Val d'Aosta è presente una Dama Bianca, una bella ed amabile Fata benefica che appare con lunghe vesti bianche nei prati, sulle alture, ai margini dei boschi. In particolare, protegge gli abitanti di Issime e se proprio non le è possibile evitare sventure o disgrazie, cerca di avvisare pastori e paesani con lamenti e grida acuti e prolungati. Altre dame bianche sono segnalate sul Monte Bianco, sul Monte Rosa e in varie altre località delle Alpi. Infatti secondo una leggenda biellese le magnifiche stelle alpine, che ostentano la loro fragile grazia sull'orlo di insidiosi crepacci, ebbero origine dalle lacrime di una Fata innamoratasi di un mortale.

Colle delle fate

Un'altura nei pressi di Roccacasale, negli Abruzzi,è chiamata Colle delle Fate, poiché molte persone hanno  visto uscire le Fate da due pozzi presenti all'interno delle mura dell'antica fortezza di cui sono ancora visibili i resti nella zona.

La buca della fata

In Val d'Aosta, nella Piana di Varrayes, dopo aver piovuto in pieno giorno, si manifesta nei pressi della bòrna de la Fàye (la buca della Fata) una bellissima signora..

La Roccia delle Fate

A Muzzano, esiste inoltre un luogo chiamato Roccia delle Fate, in cui si ritiene esista un tesoro sorvegliato da un magico serpente.

La fata della grotta di Teramo

In provincia di Teramo, nella gola tra le montagne di Campli e di Civitella, esiste un enorme macigno che sbarra l'ingresso di una grotta contenente un favoloso tesoro composto da tre mucchi di monete di rame, d'oro e d'argento. Si dice che in fondo alla grotta sieda una Fata, intenta a tessere in continuazione, mentre un monaco in piedi veglia silenziosamente il tesoro..

Il cortile delle sette fate

A Palermo si ricorda un cortile, chiamato "cortiggiu di li sette fati", nel quale avvenivano cose meravigliose: ogni notte infatti vi apparivano sette stupende Fate che rapivano temporaneamente una persona, alla quale facevano vedere e provare luoghi ed emozioni straordinari, come gli oceani più profondi, o i cieli più lontani, per poi coinvolgerla in danze, canti e feste da mille e una notte. All'alba riportavano il fortunato mortale nel luogo in cui era stato prelevato, dopodiché scomparivano nel nulla.

Il palazzo delle fate

In Sardegna sorgeva invece sul monte Oc, l'incantato palazzo delle Fate, abitato da dame alate, eteree e bellissime, vestite di veli bianchi, verdi e azzurri, che periodicamente si recavano in volo nei paesi per scegliere una persona e portarla nella loro dimora magica; a questa veniva poi mostrata la stanza dei tesori, piena di monete d'oro, perle, gioielli e pietre preziose, dalla quale poteva portare via tutto ciò che voleva. Naturalmente la maggior parte dei prescelti cercava di riempirsi ogni tasca e di arraffare il più possibile di quell'immenso tesoro, ma immancabilmente il giorno dopo, a casa, trovava tutto quanto irrimediabilmente trasformato in carbone; invece chi riusciva a resistere alla tentazione dell'oro e a chiedere la sapienza, o di restare nel palazzo assieme alle Fate, veniva donata la vera ricchezza e una lunga vita saggia e felice.

Le fate di Pratofiorito

A Pratofiorito si narra che amino riunirsi nelle magiche notti di luna piena per scatenarsi in feste e danze gioiose, in inverno si ritirano nelle tane degli orsi o nelle grotte dette Buche delle Fate (il territorio ne comprende almeno tre), a tessere e filare.

Ma le fate non risultano sempre e soltanto legate a zone particolarmente suggestive e misteriose della natura, o ad antichi castelli e rovine, ma anche a semplici abitazioni. Una consolidata tradizione, nota soprattutto nelle regioni del sud, afferma che ogni casa possiede una propria Fata, la quale ama manifestarsi in vario modo, proteggendo o aiutando la famiglia perfino con interventi ultraterreni. Questa italica Fata della dimora appare periodicamente in occasione di avvenimenti di rilievo o per salutare coloro che credono o confidano nei suoi benefici poteri, ma si allontana o scompare per sempre quando all'interno della casa si verificano fatti di sangue o di grave violenza.


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alle 22:22
del giorno: domenica, 02 novembre 2008
a proposito di fate
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DOVE SI TROVA LA TERRA DELLE FATE?

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I gallesi ritenevano che la Terra delle Fate  fosse situata nella misteriosa penisola occidentale del Pembrokeshire caratterizzata da grandi roccioni e nebbia fittissima, gli irlandesi credevano che la dimora del popolo delle Fate si trovasse sull’isola sommersa Hy Breasail leggendariamente ubicata poco lontano dalla costa ovest e visibile una volta ogni sette anni, mentre i britanni ritenevano che la dimora delle Fate fosse sull’isola di Man.

Avalon è probabilmente l’isola delle Fate più famosa dove il leggendario Re Artù fu portato ferito a morte per essere curato da quattro regine delle Fate.

Terrapieni e antichi colli sono anch’essi tradizionali dimore del Popolo delle Fate, la parola gaelica che indica le Fate è Sidhe (Shee) che significa Popolo delle Colline. Miriadi di luci scintillanti possono essere avvistate sui pendii delle colline in prossimità di alberi di biancospino, pianta sacra alle Fate.

 

 

 


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alle 21:01
del giorno: domenica, 02 novembre 2008
a proposito di fate
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Curiosità sulle fate

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 Nelle leggende le Fate vengono dipinte come creature dalle sembianze umane, di dimensioni ridotte come una farfalla o grandi come una ragazza ma dotate di una bellezza sovrumana, abitano i boschi, le sorgenti o i luoghi selvaggi dove, manifestano il loro amore per la danza, la musica ed il canto adunandosi in Cerchi delle Fate.

Talvolta le fate sembrano irradiare una luminosità intensa e sembrano totalmente eteree; il corpo delle Fate fa parte degli strati più sottili della materia fisica: quando sono visibili le Fate sono su un piano eterico, mentre quando vogliono celarsi agli sguardi degli umani si trasferiscono su un piano astrale; esse possono cambiare piano a piacere, la materia che costituisce la loro forma è così sensibile e fluida che può essere plasmata da cose impalpabili come il pensiero e il sentimento. Il loro stato normale è una sfera di luce pulsante, le Fate si materializzano sul piano eterico spesso usando la coscienza collettiva come modello per costruire la loro forma. In questo modo la forma viene determinata da elementi di imitazione di piante o di animali, oppure da stampi tradizionali. Altre volte intercettano i modelli del pensiero inconscio degli uomini.

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alle 09:07
del giorno: giovedì, 30 ottobre 2008
a proposito di fate, curiosità
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ORIGINE DELLE FATE

Il termine Fata deriva dal latino fata plurale di fatum, ovvero destino; nella mitologia pagana le Fate erano le compagne dei Fauni ovvero creature in grado di poter predire il futuro e di presiedere agli eventi umani.

Venivano chiamate Tria Fata le statue che a Roma rappresentavano le tre Parche, corrispettive delle tre Moire greche, dee lunari vestite di lino bianco, tessitrici dei destini umani: Atropo filava il filo della vita, Cloto lo misurava e tesseva, Lachesi lo recideva con le forbici.

Ancora più antiche erano le Fatae dei Galli assimilabili alle Matres o Matrones preceltiche rappresentate sempre in numero di tre, le tre dee della maternità, nate dalla forza creatrice della Grande Madre; o alle Norne della mitologia nordica che, oltre ad irrorare quotidianamente i rami dell’Albero Cosmico Yggdrasill con l’acqua della fonte Urdarbrunnr (fonte del destino) decidevano il destino di ogni uomo, i loro nomi erano Urdr (destino), Verdandi (ciò che diviene) e Skuld (debito-colpa).

Nella mitologia norvegese si racconta che le fate, come gli altri appartenenti al Piccolo Popolo, furono generati dalle larve che uscirono dal cadavere del gigante Ymri, il progenitore della stirpe dei Giganti del Ghiaccio, mentre secondo le leggende irlandesi le Fate presenziano alla nascita degli uomini per conferire loro doni particolari ed influenzarne l'esistenza in modo benevolo o malevolo.

 

 


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alle 17:55
del giorno: lunedì, 20 ottobre 2008
a proposito di fate
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Oggi apro ufficialmnt il mio blog!

Benvenuti!


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alle 18:33
del giorno: martedì, 30 settembre 2008
a proposito di
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Sussurri fra le fronde

bjby89 in IL POPOLO DEGLI GNOM...
utente anonimo in LE FATE E I QUATTRO ...

E così sei giunto in questo bosco magico:
qui ogni mattina i fiori sbocciano rigogliosi,
gli usignoli cantano sempre felici,
le fate danzano attorno al fuoco protette dal chiarore della luna e i folletti suonano con il loro flauto dolci melodie inebriando di felicità i cuori di tutti i presenti.
Questo è il bosco dove solo i puri di cuore hanno accesso:
questo è il rifugio del piccolo popolo,
non disturbare le piccole creature e continua a credere in loro cosicché possano vivere per sempre.
Buona permanenza!

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